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Blu antico

Berlino, città della moda

Mentre decido con quale velocità chiudere il blog, noto che ormai è un blog di stile. Lo dico cercando di minimizzare i termini inglesi. Del loro abuso parliamo un’altra volta, dai.

Non mi sono depilato i polsi. Trascuratezza o un tocco di sprezzatura?

Oggi indosso un’automobile blu antico, camicia vintage originale di un’altra epoca e un orologio elettronico che non mi hanno regalato, ma ho comprato per 30 sacchi. L’abbinamento mi è venuto spontaneo, non penso mai troppo a quello che metterò addosso. Piuttosto mi affido all’istinto, guidato dall’educazione estetica che ogni vero artista deve possedere nel proprio bagaglio. Inutile accumulare libri e sproloquiare di filosofia, se non sai scegliere dei calzini decenti.
Un look vagamente rétro, dunque, da sfoggiare nei coktail bars della capitale, accompagnando la fidanzata dall’avvocato un po’ nerd o semplicemente girando in cerca di acquisti con i compagni di partito. Attualità e conoscenza della storia per l’uomo che ama vestire comodo, ma con stile e consapevolezza.
Per le occasioni più formali (cinema, matrimonio) consiglio invece un’automobile di marca che potete prendere a noleggio su internet. Il mio amico Peter Greenaway guida macchine francesi (Ford, Mustang) e dice che vanno bene. Quale che sia la nazionalità dell’auto, l’importante è saperla portare con disinvoltura, siete voi a dare vita al vostro stile e mai il contrario!
Se, come me, siete ragazzi alti più di 1,60 m, potete osare una Bugatti a colori chiari. Se avete amici o dovete caricare trans meglio un modello a 4 posti. Evitate le scarpe da ginnastica se avete più di 40 anni, le stringhe si impigliano nei pedali e se dovete sistemarle vi stropicciate i pantaloni appena ritirati dal sarto, con tutte le esclamazioni colorite del caso. E poi, non sarebbe ora di crescere?

www.unartistaminimalista.com

Epoche

Poiché le epoche sono fatte di uomini, parlerò di un uomo per descrivere un’epoca.

In una piccola città c’è un uomo che ha un’industria. Fabbrica industrie. Suo figlio si gettò da un silos per la
noia insopportabile di essere intellettuale. Gli misero una T-shirt della rana rossa.

Quest’uomo, dalle idee innovative, e non privo di ironia, è in lotta permanente con una donna che non gli
appartiene, ma vive nella sua casa. Ha un altro figlio. E’ andato via. Fin da ragazzo egli aveva trovato un
involontario motivo di vita nell’odio per i Pearl Jam. Un giorno li incontrò e li uccise, e da quel momento iniziò
a stare davvero male. Poi si trovò un’amante ed un lavoro notturno. Non combinò niente di particolare.

L’altro giorno li ho visti in ufficio, le luci spente. Pranzavano sopra una lastra di cristallo, posata su di un
acquario, illuminato da neon verdi nascosti tra le alghe. La struttura era colma, e nell’acqua si dimenava un
maiale che annegava. Era l’ennesima provocazione di Fraschetti, piuttosto in voga in quei mesi.

Essi non hanno i nostri gusti. Essi amano gli artisti fuori dagli schemi, purché secondo gli schemi. Va bene.