A solid dream

Poco fa, alle 22:24, mezzo addormentato sulla sedia, ho pensato:
“Non una cosa in cui puoi riposare”.
Non so a cosa mi riferissi.

* * *

Bergamo bassa, eclisse parziale. Rullino CYMK.

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Non il vuoto

L’anima si muove
o si ferma, evapora o congela
solitamente a suo piacere.
E’ una sostanza chimica,
forse una miscela, sporca o pura
o un pigmento incattivito:
blu saturo, nero lucente, rubino.

Quando trema, nella malinconia
che chiude il petto, indotta dal tabacco
in quel momento cristallizza
e i cristalli si spezzano in aghi,
microscopiche faglie azzurre.

Quando si apre un varco
e nel varco scende la mano,
la potenza o la carezza
del cielo esploso, allora
non il vuoto lascia
quando abbandona il corpo
e vaga.

* * *

Foto b/n, otturatore focale
Il link conduce: The colour of your mind

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Uranio

Aspettare in ospedale non mi ha ha fatto meno pensare a te.

Spogliato, nella sala d’attesa traccio cavi
d’acciaio tra i neon, bianchi
elevati dagli analgesici.
Stelle a quattro punte ruotano sovrapposte,
gradazioni dal nero al bianco
sono invisibili al tizio
che chiede: quanto manca?
Fare radiografie non mi ha fatto meno pensare a te.

Oggi ci vediamo. Solo il momento importa
ci diremo, seduti, forse in un bar
chiedendo cocktail con nomi stronzi.

Vivi un mondo impoverito,
sopravvissuto, non nullo
ma azzurro pallido
e lì ci incontreremo
dio volendo, per così dire
tra vent’anni.

Non fare domande, oggi. Oggi importa solo il momento.

* * *

I miei testi sono disponibili su floppy disk
L’orecchio esegue: Yard

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Beyond allegory

Questa foto non c’entra niente, l’ho messa così

Buona serata, stimati lettori. Ho recentemente visto una stampa della Melencolia I di Albrecht Dürer, un famoso regista svizzero. Devo dire che l’opera è a dir poco affascinante, vorrei sembrare superiore, ma non ce la faccio.
Cosa pensate voialtri della malinconia? E’ utile, brutta, sopravvalutata? Presto un testo vagamente attinente al tema. Scritto nel 2012, per voi.

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La celeberrima incisione di Dürer

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Foto off topic. Da una raccolta donata alla scienza.
L’onda propaga: Grease, Future Islands.

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Strati

Il risveglio viene in dono. E’ amaro. Considerazioni cadono dal cielo, posandosi sulle spoglie del sonno. Quello che è vero è vero per me, ed è facile accettarlo. Il senso del vago è un cattivo sapore, ma non è questo il punto.
Dillo: sono solo simboli. Se qualcosa conta è la parabola – non l’esito. Insomma, non è meglio non pensare a nulla?

Strati successivi compongono la geologia di questi pensieri; ne leggo la storia del mondo, maldestra, ben riassunta in depositi calcarei, sedimenti leggermente miseri. Ecco trilobiti spettacolose, ammoniti, conchiglie preistoriche, e altro.
Niente dev’essere sprecato: classificare con diligenza, catalogare e riporre; ai posteri le meraviglie dei miei scaffali.

Cattive abitudini si riparano con camicie azzurre e scarpe marroni. Basso profilo per oggi, finchè passa il bruciore.
Demone del conflitto e del disgusto, l’ansietà è spirito torturatore; testa di cazzo echeggia nel subcosciente. Va be’, inutile allarmarsi, si è visto anche di peggio.

Riconsidera.

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Scritto su pentium III
Trasmissione audio: Work, Junior Boys

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