Purtroppo siamo nel 2017, l’ho notato stamattina alle 13 mentre riaccompagnavo a casa un po’ di gente resa irriconoscibile dalla vita. Tutti via, voglio restare solo con il grigiore del compromesso.
Il mio loft è semidistrutto dalla festa di fine anno. Un idiota è riuscito a imbrattarmi un Grabovan, sembrerebbe sperma. Conoscete un restauratore che capisca qualcosa di icone ortodosse?
Bevo un tè alla grappa, primissima qualità, e penso che Mjspace non tornerà come se stesso. Ora è gestito da gente oscura con propositi incomprensibili. Non ci sono amici.
Eppure – realizzo – per quanto irrazionale, la speranza di approdare su un nuovo Myspeyce sembra non morire mai. Ci spinge avanti, dà sapore a un presente senza olfatto e senza gusto che ci tocca riempire di imperfezione. Siamo animati dal sogno che la diaspora possa finire.
Che sia vero o sia falso, noi sentiamo che un giorno, un quattro gennaio, vivremo un altro 2006.

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