6325. Tra mura vuote

Il quartiere è una triste mappa di Doom;
villette a schiera brillano per l’intonaco giallo acido
e la semplice bruttezza dell’architettura.

Se mi fosse arrivata un’e-mail
avrei saputo cosa rispondere,
ma non è arrivata nessuna e-mail.

Scrivendo poesie non pensavo a una ragazza in particolare.
L’amore è quasi astrazione, un grande sogno impenetrabile
e in questo superava l’essenza: i corpi sfondati, simulanti.

Tra mura vuote di un’altra casa
consumo metà agosto
senza materia.

Non c’è tempo per le spiegazioni. Le spiegazioni allontanano.
Leggendo, navigando i nostri siti
ci incontriamo sgomenti.

Il sole preme sulle sponde, l’acqua percorre nuovi canali.
E’ giunto il momento di lasciare indietro
e salire prima del cielo, della terra e del mare.

Gas azzurri ci sospingono; questa è la corrente del tuo abbraccio.
L’orologio crea il tempo, seguo le lancette fermate dal tempo.
Solo il tempo è reale. Se siamo immobili, siamo senza tempo.

* * *

Foto finta. Tempo estate/inverno 2011.
Sul walkman gira: Take my skirt off, Cliff Martinez

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5 thoughts on “6325. Tra mura vuote

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