Tradizioni

Oggi si pranza da me

Cari lettori, bentrovati, oggi ho una sorpresa per voi. Anziché discutere come al solito d’arte, di abbandono dell’arte o di problematiche sociali, parleremo di cucina, un argomento apparentemente più disteso ma che nasconde risvolti filosofici ed estetici fondamentali.
Ciò che questa mattina volevo condividere con voi è una mia specialità, una storica bontà nazionale che interpreterò, umilmente, al lume del genio culinario. La ricetta che vi esporrò dovreste conoscerla tutti, salvo averla dimenticata in favore dell’ultima costosa stronzata servita in miserrime quantità su un piatto rettangolare in qualche locale di tendenza.
Signore e signori, dimenticate ora quei tristi simulacri di pietanze, quegli obbrobriosi esercizi di design privi di spirito e di essenza sensoriale, perché oggi gusteremo insieme un piatto sostanzioso e genuino, i celeberrimi cannelloni piemontesi con mozzarella bagnata DOP. Seguitemi allora in questa intrigante avventura!

Non risparmiate sugli ingredienti: dalla qualità dei mattoni dipende la qualità della vostra casa

Per realizzare la golosità del giorno vi occorreranno:
– Cannelloni primizia 600 g
– Mozzarella bolognese DOP 600 g
– Cavoletti dell’Adige IGP 600 g
– Acqua da cottura 600 g
– Acqua frizzante delle Alpi 600 g
– Alimento macinato 600 g
– Granella Adidas 600 g
– 1 litro di crema base italiana
– Sale italiano per cannelloni 600 g
– Pepe iodato 600 g
– Iodio 600 g
– Brodo di palma q.b.

La mia raccomandazione è di utilizzare solo frutta IGP, altrimenti siete dei disadattati o volete passare per tali.

Punto numero uno: usate sempre una pentola sporca. Un vero cuoco sa perché. Non ascoltate quegli chef fichetti coi capelli arroganti, essi vendono solo fumo e stupidità. Un vero cuoco è altro e usa altro. Voi fidatevi di ciò che scrivo.

Un bel ciuffo di cannelloni

Per prima cosa rinvenite i cannelloni con del liquido neutrale. Una volta ripresa la forma originaria stendeteli sul bancone e aspettate 20 minuti. Potete ingannare il tempo leggendo un libro di poesia erotica, visitare il mio sito web www.unartistaminimalista.com o portarvi avanti con le fasi successive.

Durante la cottura mantenete il forno a 20,5 °C

Scivolando nel labirinto della vostra emotività agitate il pecorino e fatene microscopiche polpette da infilare nel deretano delle pernici che avete precedentemente passato nel bicarbonato. Ora tritate gli ingredienti servendovi dei vostri dubbi, del vostro rancore, della vostra disperazione. Tutto può servire, tutto confluirà nel vostro impeccabile manicaretto. Sarete soddisfatti quando sedimenterà negli stomaci dei vostri ospiti, di coloro che vi degnano di un convivio gioviale, immerso nella placida atmosfera della nostra provincia, con i camion parcheggiati che prendono il sole e i gatti malati del vicino che strofinano l’ano sui muri del condominio.

I miei calzini nuovi

I minuti passano, casa vostra attende senza spasmi la risoluzione delle vostre azioni. I cannelloni hanno raggiunto lo stadio della pre-cottura ed appaiono sodi e rosolati. Non curatevi del loro riposo e proseguite amalgamando i residui commestibili nel mixer. Complimenti, ora dovete solo infilare il ripieno nella pasta suggellando un legame indissolubile e irreversibile, una metafora della vostra vita, sminuzzata con cura in un impasto colloso e ficcata in un canale viscido e senza luce.

Dopo avere preparato il ripieno vi renderete conto che assomiglia alle vostre feci: buttatelo via e riempite i cannelloni di merda facendo attenzione a che sia prodotta con alimenti a kilometro zero.

Tostapane e aceto: la base della cucina italiana

Siamo quasi al termine della preparazione: i cannelloni sono affastellati nella terrina e aspettano solo di sfamare le vostre budella, ma manca ancora il tocco finale. Se siete maggiorenni potete spolverare del cacio o della morfina, altrimenti accontentatevi del calcare che vostra madre vi getta nel letto durante le crisi depressive.
Avete già messo i piatti in tavola? Se non l’avete fatto sbrigatevi e procedete con divertita solennità ad impiattare. Proprio così: ho detto impiattare. Si dice impiattare. Impiattate, cazzo!

I cannelloni della tradizione in tutta la loro gloria

Ora che la pietanza è servita ricordate che si tratta di un Vero piatto Italiano e come tale dovete condividerlo solo tra Veri Italiani; se avete ospiti canadesi o altri barbari evitate questa specialità nazionale e servite roba mediocre adatta a loro. Oppure ospitiamo questi signori a casa loro, che facciamo prima!!!1!
Per accompagnare l’ingoio dei cannelloni potete mettere in tavola della coca cola campana DOP, meglio se scaduta per il tradizionale retrogusto fosfato. Dopo il pasto, invece, potete fare una scopata digestiva.

I valori nutrizionali dei cannelloni piemontesi con marroni provenzali DOP sono altamente essenziali e ricchi di principi colloidali, come dimostrato da un recente studio svedese. Informatevi.
Avete ancora voglia di pagare 80 euro per un Oriental finger roll di tofu al riccio di mare vegano? Non credo proprio, cari i miei porcelloni.

E così, con questo articolo diverso dal consueto, nell’abbracciarvi mi congedo!

* * *

www.unartistaminimalista.com

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66 thoughts on “Tradizioni

                    1. Un Artista Minimalista Post author

                      Mamma mia, che grande patrimonio stiamo dimenticando! Una volta pensavamo solo a cucinare e fare l’amore, oggi se chiedi a un ragazzino non ha mai sentito parlare della zuppa di big babol livornese!

                      Like

                    2. Un Artista Minimalista Post author

                      Pensavo fosse stato un omicidio a sfondo sessuale, la situazione è anche peggio di come pensavo. Se non fosse per voi lettori avrei lasciato perdere la mia battaglia. Grazie

                      Like

  1. Gintoki

    Che cosa mai ne possono capire i canadesi di simili piatti, a loro potresti servire una qualsiasi acqua – magari tedesca – spacciandola per IGP e loro annuirebbero contenti Yeah Yeah very italian acqua IGP, ahinoi povera Italia!

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  2. gelsobianco

    Ora non posso cucinare e “impiattare”, ma lo farò appena possibile seguendo ogni tuo dire per non rovinare la tua ricetta che conserva le migliori nostre tradizioni.
    E poi ti racconterò…
    Che belle fotografie, artista!
    gb

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      1. gelsobianco

        Mi hai dato gaudio visivo, oh sì, e molti spunti culturali e altro…
        Ci sono i commenti deliziosi e sagaci con i tuoi ospiti.
        Evviva il buon cibo che fa bene!
        gb
        Ti sorrido.

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  3. h_mbre

    da oggi, dopo aver letto, preparato e gustato la tua ricetta immonda, bastianich mi pare un dilettante da strapazzo (come le uova di uno storione maculato)

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    1. Un Artista Minimalista Post author

      Grazie a nome della nostra tradizione di avere superato l’iniziale repulsione di chi, purtroppo disabituato alle nostre prelibatezze, si trovi all’improvviso a gustarne le infinite delizie. E grazie di avere apprezzato il mio umile sforzo!

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  4. gigifaggella

    Finalmente un post in linea con la nostra tradizione gastronomica. In fondo anche la cucina è arte…e poi le foto esplicative…tutto perfetto. Domani ci provo. Dici che la Coca cola campana scaduta la trovo alla Gonad?

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    1. Un Artista Minimalista Post author

      Grazie, per me preservare la tradizione è una passione e una missione. Temo che la grande distribuzione abbia rimosso le nostre grandi specialità all’insegna della standardizzazione e di un folle igienismo. Forse in qualche piccola bottega puoi ancora trovare della vera coca cola campana scaduta.

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