Viaggio nella superstizione

Oltre il concetto di morte giace il concetto di vita. E’ scritto nella cellula ciò che è il programma. Difficile evadere.
Senza dubbio esistono paure così profonde, tanto solide e pesanti da essere tangibili ed assumere vita propria
di entità opprimenti, spiriti maligni. Difficile scappare.

Sullo schermo un cosmologo descrive l’universo: il creatore senza volto, come raffigurato, sorregge e mostra
un ovale nero, traslucido, il cosmo, in cui nuotano formicolanti, piccolissimi uomini, come batteri, protozoi, spermatozoi;
significa:
“L’universo vi appartiene; è vostro; ma voi siete miei.”

Sul momento ho avuto paura; credo sia stato uno show di luci.
Con voce tonante rimbombano le ere, e chi può capirle; ma questo è adesso, e gli spiriti sono padroni. Quanto al
domani, decideranno loro.

Mi sorprendo a denigrare l’ordine delle cose, infine, non bastassero gli orrori del clima sconvolto.

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17 thoughts on “Viaggio nella superstizione

        1. Un Artista Minimalista Post author

          Mi ritengo un privilegiato per averlo potuto vivere. La maggior parte dell’umanità passata e futura, oltre ad avere la sfiga di non essere me, non potrà mai capire cosa sia vivere il 2006.

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