The evening don’t seat

L’altra notte ho sognato di passeggiare in una cittadina indiana, nel tardo pomeriggio, per la via deserta di un quartiere di villette. Mi trovavo a passare in mezzo ad un gruppo di corvi posati sui pali, le staccionate, gli alberi circostanti. Erano curiosi ma composti, gli occhi intelligenti e privi di empatia. Non perdevano un solo movimento, potevo girarmi in qualunque direzione e incontravo lo sguardo attento di uno di essi. La luce arancione imbruniva le loro figure. Mi sentivo come se avessi invaso il loro territorio e la mia presenza fosse un disturbo per i loro affari. Un grosso esemplare, dal davanzale di una finestra, infilava il becco enorme e acuminato attraverso le tende per scrutare nella penombra della casa. Mi chiedevo come si potesse abitare in un quartiere presidiato da animali così evidentemente pericolosi.

Passato oltre, girandomi, ho visto gli uccelli levarsi in volo e puntarmi all’unisono, scendendo quasi in picchiata. L’inflessibile natura li lanciava verso la preda, pronti a smembrarla, con la lucida, sanguinaria efficienza di corpi scolpiti come armi. Così sono corso via, braccato, con le ali nere che mi sfioravano le spalle, riuscendo a stento a ripararmi tra gli alberi bassi e i cespugli di un parchetto lì vicino. Se lo stormo mi avesse raggiunto, quei becchi massicci, taglienti come coltelli, mi avrebbero fatto a pezzi in pochi minuti. Questo pensavo, rintanato tra i rami, mentre il sogno mi portava rapidamente in un altro continente.
Poi sono successe altre cose, ma per fortuna ne ho un ricordo solo vago.

www.unartistaminimalista.com

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14 thoughts on “The evening don’t seat

  1. Inquietante come il capolavoro di Hitchcock, “Uccelli”, forse queste presenza minacciose le vedi intorno a te, o immagini che le persone intorno a te abbiano pensieri negativi nei tuoi confronti. Ti senti un estraneo nel loro territorio e quindi è come se tu ti sentissi fuori dal tuo mondo, come se non vi appartenessi. Poi hai scelto i corvi, così neri e lugubri, proprio delle presenze nefaste. Ma la via di fuga ce l’hai e l’hai presa, chissà se nella vita saprai fare lo stesso. Lo spero per te 🙂

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  2. Bella bella la fotografia.
    Hai descritto tutto così realmente che mi hai fatto urlare.
    Oh, quei corvi, secondo me, volevano farti loro e, poi, farti avvicinare ad altri uomini per cambiarli e farli divenire corvi.
    O corvi hanno anche il poter di far spuntare ali e becchi.
    Un mondo pieno di corvi, eh sì. (Ce ne sono tanti davvero. Troppi)
    Terribile
    Buona notte e sogna non i corvi ancora
    gb

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    1. E’ un sogno che ricordo molto bene. Ricordo anche che i corvi non erano una specie europea, avevano becchi più grossi e struttura più massiccia. Ho fatto molti altri sogni strani recentemente ma li ricordo poco!

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