Dissolti in verbo

La fede crea l’oggetto della fede. Io mi creo.
Avrei fatto meglio a lavorare questo pomeriggio; invece sono a casa. Il profeta non si è mai ammazzato di
lavoro, ma aveva i suoi discepoli a distrarlo.
Mi alzo. Mi appoggio al davanzale. L’inverno ha perso la sua durezza purificatrice. Due ragazze si annusano
come cani. Poi arriva una macchina rossa. Mi accontenterei di essere inattaccabile.
Sto perdendo tutto, così non avrò più nulla da perdere. Accendo la radio e la sequenza si ripete. Un emisfero
si spegne; dall’alto la cortina del buio. Non ero preparato a tutto questo godimento.

Ho incontrato una ragazza dallo sguardo conturbante. La sua mente è un deserto senza speranza.
Ho dovuto attraversarla.

Sotto il coperchio l’orizzonte è giallo come un tuorlo. Rami secchi intercettano gocce d’acqua. La corrente
cristallizza e mi rende impaziente.
La questione morale vi fa cadere l’uccello. Ho sempre pensato che sarei morto in modo ridicolo, ma posso
cambiare idea. Dopo la morte la vita continua su internet.

E’ fin troppo chiaro che solo l’inerzia ci lega. Tra di noi è sceso il gelo amore mio. Il futuro è aperto,
basta infilarlo.

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