L’oscurità non è solo assenza di luce. Noi vediamo l’oscurità.

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23 thoughts on “Later

            1. Un Artista Minimalista Post author

              Completo ed assoluto sono qualità che nemmeno all’inferno o alla morte attribuisco (concetti terribili ma anche affascinanti). Completezza ed assolutezza mi evocano sensazioni che solo una mattina all’agenzia delle entrate o un concerto di un gruppo cover di Ligabue possono suggerire.

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                  1. ysingrinus

                    Secondo me alla perfetta può essere abituato perché essendo perfetta sarà uguale all’originale. Quella sciatta rappresenta il toccare il fondo ed incominciare a scavare.

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                    1. Un Artista Minimalista Post author

                      Però, dietro un’imitazione perfetta si staglia una maniacale, inflessibile dedizione all’uguaglianza con l’osceno, il suicidio di una personalità nel nome dell’adesione completa ed assoluta alla bruttura insipida, qualcosa che dall’esibizione traspare violentando ogni nostra speranza di fuga dalla totalizzazione.

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                    2. ysingrinus

                      Considera però che una natura cosí anelante alla fusione con l’osceno è già di per sé nociva ed oscena. Inoltre c’è la possibilità che cosí facendo scompaia.
                      Bisogna anche riconoscere la natura umana: la sopravvivenza. Pensi di poter sopportare la canzone “Certe notti” suonata e cantata “male”?

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                    3. Un Artista Minimalista Post author

                      Ho riletto il mio commento precedente e non l’ho capito, ho prodotto una supercazzola di discreta qualità!

                      Il fatto è che le canzoni di Ligabue sono concepite male (anzi, per il male) fin dal principio. Un tipo di male che uccide per logorante noia, per soppressione dell’istinto di sopravvivere.

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                    4. Un Artista Minimalista Post author

                      Potrei sostenerlo aprioristicamente, soltanto in quanto essenza di un ordine logico-senziente di idee inafferrabilmente, concretamente concatenate al ciclo causale del pensiero musicologico decostruente. Ligabue non è che l’epifenomeno platonico di un sostrato auto-derivante e sostanzialmente non-misterico dell’ente-vita, inteso come massa presente dell’interiorità effettiva increante.

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                    5. ysingrinus

                      Ma non ne parlava anche l’esimio professor Vincenzo Rubens, sostenendo tra l’altro il contrario ed il suo contrario, come dimostrazione diplodotica della vita nel suo noumeno caratteriale dimidiante la materia grezza, dionisiaca, da quella raffinata della rosticceria, essendo il girarrosto l’allegoria dell’alternanza, richiamata anche nello studio dell’energia elettrica?

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                    6. Un Artista Minimalista Post author

                      Come, da un punto di vista aploide, si desume dall’opera omnia critico-letterante del professore omnio, il nodo essente del filo d’Arianna, così sospeso tra il logos aristotelico ed il pre-sapere occulto già abramitico, non è tanto da ricercarsi, per inciso sintetizzante, nella materia parmenidea di memoria vonwunsteriana, quanto nelle centilitriche – e, non dimentichiamolo, alla luce della digressione metafisica tutta – fasi liquide dell’ingollo-memoria astrattivo-sbronzea totemica e collettiva della coscienza dinamica sociale individualizzata.

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                    7. ysingrinus

                      D’altronde già Hillmann e prima di lui Collodi, ha indagato il profondo campo nootico riscontrabile negli studi stellari assiro-babilonesi, o nelle ricette per conferire l’ardore virile per cui gli assiri, nella Mesopotamia prima, e in tutto il mondo poi, sono noti.
                      San Giovanni d’Agostino nel suo Apollinaire è perentorio: «Giammai tu, volgo plebeo, distratto da pubici bulbi piliferi, potrai bere alla fonte suprema, potrai raggiungere l’archè. La vita tua sarà una costellazione di noia e sofferenza. Tu altro non saprai e non vorrai cercare.».
                      Giuste parole per un giusto pensiero, dico io!

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                    8. Un Artista Minimalista Post author

                      Tutto ciò non è che sublimazione apologetica di un’esegesi, ermeneuticamente dialogica, descrittivo-estrattiva di un significante arcaico relativo ad una reclamatio di eredità alessandrina, una deuterosis che nulla ha, e nulla è, se non nell’avere avuto dell’essere stante.

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                    9. ysingrinus

                      Ma l’avere avuto stando essenti è alla base del pensiero Plotiniano che nell’Ermeneutica della Salamandra, vera ispirazione di Eco per il suo saggio ornitorincamente kantiano, dice quello che hai appena detto tu: l’annullamento dell’interazione maschio-donna in favore della diacritica uomo-femmina.
                      Paradossalmente l’ontogenesi krameriana accusa la cosmologia tutta con il concetto «excusatio non petita, masturbatio manifesta». Concetto che, se fatto proprio, può aprire le porte della conoscenza che la cultura ermetico-alessandrina e gnostica-sofica ha perennemente ricercato.
                      Il ciclo ouroborodiano già presente nella civiltà norrena, altri non è che l’astrazione dell’estrazione pineale del macaco rhesus.

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                    10. Un Artista Minimalista Post author

                      Concordo nell’impianto scolastico-algebrico della tua appassionata summa sapienziale, ma dissento a riguardo della fattualità costitutiva di matrice hegeliana, un motu proprio – de facto – enunciante dell’institutio talmudica, nel cui seno di dipana un’insanabile giravolta teofiliana, un oneiros-energheia verso cui la pulsione cristallizza in un vero e proprio virus galenico che potremmo paragonare, senza diastasi iperbolizzanti, ad un’escrescenza dell’ultimo de-pensiero fallico tolemaico, ed in ultima analisi alla teca virginea di una Selene trasfigurata in puro meretrizios cumscientiae.

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                    11. ysingrinus

                      Devo darti atto di aver centrato, col tuo dissenso, la verità ultima. Grazie a te siamo penetrati nel sancta sanctorum dell’energia subatomica.
                      La teca virginea di una Selene trasfigurata sarà la nostra nuova reliquia.

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