Epoche

Poiché le epoche sono fatte di uomini, parlerò di un uomo per descrivere un’epoca.

In una piccola città c’è un uomo che ha un’industria. Fabbrica industrie. Suo figlio si gettò da un silos per la
noia insopportabile di essere intellettuale. Gli misero una T-shirt della rana rossa.

Quest’uomo, dalle idee innovative, e non privo di ironia, è in lotta permanente con una donna che non gli
appartiene, ma vive nella sua casa. Ha un altro figlio. E’ andato via. Fin da ragazzo egli aveva trovato un
involontario motivo di vita nell’odio per i Pearl Jam. Un giorno li incontrò e li uccise, e da quel momento iniziò
a stare davvero male. Poi si trovò un’amante ed un lavoro notturno. Non combinò niente di particolare.

L’altro giorno li ho visti in ufficio, le luci spente. Pranzavano sopra una lastra di cristallo, posata su di un
acquario, illuminato da neon verdi nascosti tra le alghe. La struttura era colma, e nell’acqua si dimenava un
maiale che annegava. Era l’ennesima provocazione di Fraschetti, piuttosto in voga in quei mesi.

Essi non hanno i nostri gusti. Essi amano gli artisti fuori dagli schemi, purché secondo gli schemi. Va bene.

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69 thoughts on “Epoche

                    1. Guadagnare sull’idea, se la natura dell’idea lo permette, è lecito, ma quale idea può avere come natura quella di essere fottuta?

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                    2. Ma sempre non stai fottendo l’opera… stai fottendo tutti quanti ma non l’opera, perché la natura di quell’opera è fottere, non essere fottuta.

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                    3. nel mio mondo le spiegazioni sono il membro che fotte (senza godere), mentre l’arte viene spesso stuprata, a meno che non sia arteda fottere (che però forse è solo un paradosso, anche perché in qual caso è sesso forse è consenziente).

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                    4. Credo che il modello delle due vie sia simplicistico, oppure che trascuri elementi importanti. Ad esempio, la birra è oscura o luminosa? Può essere ridotta ad un problema di intensità luminosa?

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                    5. Io credo che contenga entrambe le essenze in palese contrasto tra loro, e che tutto questo, scaldato alla giusta temperatura, sia responsabile dell’euforia che anima gli amanti dell’euforia

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                    6. Spesso non saprei dire se una cosa o un’opzione è oscura o luminosa. A volte le diverse opzioni possibili mi appaiono ugualmente oscure o luminose. Per questo penso sia importante prendere schemi e categorie per quello che sono, semplificazioni utili, ma a volte no (sono questo?).
                      Ora, se fossi uno Jedi o un Sith entrerei presto in crisi per la morsa morale in cui mi sentirei costretto.

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                    7. Mi interessano tutte le visioni del mondo, vorrei leggere di tutte, ma abbiamo una vita brevissima. Questo è un problema che mi cruccia non poco. Non riusciremo mai a vedere la benché minima parte dei film che vorremmo, ad ascoltare neppure una minima frazione della musica composta, a scrivere le cose che vorremmo scrivere.

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                    8. E disgraziatamente vedremo, leggeremo, ascolteremo e soprattutto scriveremo tutto quello che non vorremmo mai, molto piú di quanto vorremmo, cioè mai.

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                    9. Da qualche anno oso interrompere un libro o un film se, dopo avere sofferto per buona parte della lettura o della visione, non intravedo speranza. E’ una pratica brutale, ma salva ore e giorni per fare nuove scoperte o tornare dove vogliamo tornare (ci sono opere che è necessario rivisitare periodicamente)

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                    10. Io leggo e rileggo, vedo e rivedo, ascolto e riascolto. Ma difficilmente interrompo qualcosa. Credo i casi di interruzione non siano stati piú di due.

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                    11. comunque mi affascina la creazione di un’opera allo scopo di ditruggerla, mi crea dei dilemmi:
                      1) si può davvero creare un’opera da distruggere, che non abbia come unico livello di fruizione la distruzione, che insomma sia “davvero” “bella”?
                      2) chi può essere così ottusamente duro da distruggere una bella cosa, solo perché la si è creta allo scopo di distruggerla? io ci ho provato, e non sono riuscito, appena finito il disegno ho immediatamente ripudiato l’atto distruttivo

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                    12. In ogni caso non stai fottendo l’opera, anche non distruggendola, al contrario, la stai tutelando.
                      Fare qualcosa di orrendo moralmente perché distruggendola ci sia liberazione è un conto, altrimenti il secondo punto non è attuabile.

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