Il rock è serio, il pop è stupido

Non capisco bene cosa renda Lenny Kravitz amato dalla critica e cosa invece a tutt’oggi renda fenomeni come gli Wham! o gli Abba odiati dagli intellettuali della musica. Ad esempio, l’ultimo video di Lenny Kravitz è tamarrissimo, trashissimo e con un testo stupidissimo e ci sono le donne nude (mi è piaciuto, così come la canzone) ma non ho letto che commenti positivi. A tanti altri artisti invece non sarebbe stato perdonato un video del genere, almeno non dai critici che amano la musica seria e odiano la musica stupida. Forse Lenny è amato dai critici perché è rock, il rock è serio, non è stupido e frivolo come il pop.

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36 thoughts on “Il rock è serio, il pop è stupido

        1. Un Artista Minimalista Post author

          Io conosco più che altro i singoloni, alcuni mi piacciono, li trovo efficaci pezzi pop (anche se Lenny è rock, non pop, quindi gli si può perdonare se va in giro nudo). Di album ne ho sentiti un paio e nel complesso non mi hanno entusiasmato.

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                1. Un Artista Minimalista Post author

                  Comunque l’argomento è molto serio, ad esmpio i Duran Duran fecero alcuni video con le donne nude (Girls on film, The chauffer) e tutt’ora aleggia nell’aria, nonostante un certo un certo sdoganamento dovuto alla moda degli anni 80, un senso di sufficienza se non di disprezzo per quel gruppo colpevole solo di essere fichetto in modo pop e non rock.

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                  1. ysingrinus

                    Questo secondo me perché lo sdoganamento di cui parli tu è dovuto molto alla moda di voler apparire retrò, quindi è uno sdoganamento che può esistere solo in funzione della “stranezza” di quegli anni.
                    David Bowie rientra nel rock o nel pop?

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                    1. Un Artista Minimalista Post author

                      Come i Beatles, David Bowie rientra nella categoria del buon pop, che è diverso dal pop normale (che è cattivo) in quanto moralmente accettabile. I Beatles e Bowie sono amati dai critici in quanto non destano alle loro orecchie sensi di colpa. Il fatto che siano stati/siano grandissimi artisti, spesso innovatori, c’entra solo fino a un certo punto secondo me, è che su di loro si è innestata una specie di mitologia che nutre se stessa. Penso ci siano tanti altri artisti eccezionali che non hanno avuto la stessa attenzione positiva, o che hanno invece ricevuto un’attenzione negativa.

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                    2. ysingrinus

                      Il mondo è pieno di esclusi, è vero. Ma come mai è nata la leggenda su alcuni e su altri no, visto che non conta il loro valore artistico?

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                    3. Un Artista Minimalista Post author

                      Artisti come Bowie o i Beatles hanno mostrato nella loro carriera un atteggiamento più intellettuale di altri, ma può questo giustificare la leggenda che si è venuta a creare?
                      Altri grandi musicisti di enorme successo (avevo citato ad esempio Abba o Duran Duran) stati percepiti come macchiette o fichetti disimpegnati, forse per questo la critica li ha poco considerati, specialmente da noi. C’è una spocchia in molti critici che non capisco, ancora l’altro giorno un tizio per radio (radio 3) parlava degli Abba, riportava le loro vendite stellari e si sentiva in dovere di sottolineare che fossero un fenomeno trash, presentandolo come una cosa da perdonare, quasi si vergognasse anche un po’ di parlare di una cosa così frivola.

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                    4. Un Artista Minimalista Post author

                      C’è in certa critica una paura di quello che superficialmente viene percepito come disimpegno. Questa paura, però, a volte si dissolve quando incontra categorie rassicuranti come “world music” o “rock”, perché nell’immaginario del critico “serio” questi generi sono comunque portatori di valore culturale. Per questo Lenny Kravitz può mettere il pacco sulla copertina di un disco e continuare ad essere un grande autore e polistrumentista.

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                    5. Un Artista Minimalista Post author

                      Per la world music è facile: anche quando è ciofeca paracula allo stato puro, si presenta come veicolo di integrazione culturale e come stile alternativo al modello dominante occidentale. Quanto al rock, forse è la sua trita immagine trasgressiva e di rottura con il mondo borghese che lo rende appetibile per i critici seri. Ovviamente sto semplificando molto.

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                    6. ysingrinus

                      Intanto a dire che è tutto pop, perché musica di massa, poi che ci saranno state delle politiche commerciali che hanno influenzato positivamente o negativamente la critica. Critica che svolge il proprio lavoro usando solamente la “pancia”, perché chi usufruisce della critica solitamente capisce solo la “pancia”…

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                    7. Un Artista Minimalista Post author

                      Tutto il filone indie si potrebbe riassumere in una brevissima opera concettuale: una bomba elitaria nei coglioni delle masse. Ci ibereremmo in un istante di migliaia di sensibilissimi tizi indie che girano video finto-vintage con le loro vocine stridule, le camicine a quadri, le converse ironiche e i capelli a ciuffo.

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  1. tiols

    La critica è parte essenziale del nostro mondo. Che tu sia esperto di musica o meno, devi criticare. Positivamente o negativamente. L’importante è commentare.
    Viviamo in un mondo di superiori che additano. Comunque Lenni Creviz a me non piace. Forse è per questo che non mi sono andato a sentire il suo ultimo brano e non ho messo alcun commento negativo. 😀
    Sono ironico ovviamente. Non avrei comunque commentato anche se l’avessi visto. Preferisco ignorare e passare oltre, piuttosto che additare facendo il “figo”.

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    1. Un Artista Minimalista Post author

      Mi riferivo soprattutto ai critici di professione, che spesso mostrano strani conformismi e un atteggiamento moralistico molto spesso incoerente, ma c’è anche il diffuso esibizionismo di cui parli tu. Il modo in cui si struttura il social network tende a sottolineare questo fenomeno del commentare a cazzo, che può anche avere dei lati divertenti, ma alla lunga è frastornante.

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      1. tiols

        Ops, scusa. Non avevo capito ti riferissi ai “grandi critici”. Quelli mi stanno ancora più sulle balle a dire il vero! 😀

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        1. Un Artista Minimalista Post author

          Penso tu abbia inquadrato bene un male strettamente imparentato a quello di certa critica di professione: alla fine, nel parlare di un artista (non dico “valutare” perché non credo molto nel valutare gli artisti, mentre mi interessa più approfindirli, capirli) conta molto più l’ideologia o l’immagine che ci si vuole dare dell’opera stessa.

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          1. tiols

            Bravo! Mi piace ciò che hai detto, seppur usi un linguaggio troppo aulico per la mia piccola mente. Ovvio non è un male, anzi, si tratta di un complimento. Doppio, visto che condivido il tuo punto di vista. 🙂

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