Dinamica

Usciremo mai da questa logica del like?

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45 thoughts on “Dinamica

        1. La vita è quantizzata, ma i quanti sono in un piano di realtà così infinitesimo che noi non lo abitiamo con la percezione. E’ costante, ma in tempi così dilatati che non li abitiamo con la percezione.

          * Questo vale in generale, individui della nostra portata cosmica hanno ovviamente una percezione ben distinta del microspazio e del macrotempo.

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            1. Io comunque vorrei passare alla storia come l’artista che ha scisso il like. Gli scienziati moriranno di invidia, prenderanno a martellate i loro stupidi giocattoloni acceleratori di particelle, e le loro mogli mi metteranno un sacco di like.

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                1. Mi si apre un mondo. Già mi vedo a polemizzare per le forzature della scenegiatura, per le concessioni all’estetica nerd-chic, per i fan dell’ultimo minuto, per le stroncature della critica, per le esaltazioni della critica

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                    1. In ogni caso c’è una differenza fondamentale tra i like normali e i like delle mogli degli scienziati (la cinematografia ha dimostrato che sono incredibilmente belle, arrapanti e trascurate dai mariti che le tradiscono con cervellotiche idiozie meccaniche).

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                    2. Apparentemente, finché non divento popolare tra le mogli degli scienziati, non posso ottenere la scissione del like che mi renderebbe popolare con le mogli degli scienziali.

                      Queste considerazioni sfigate però le lascio agli scienziati, ho delle scoperte importanti davanti a me, non posso certo perdermi in simili sciocchezze.

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  1. Ti metterei il mipiace, ma penso che sarebbe altresì fuoriluogo.
    Comunque anche se presumibilmente si tratta di una domanda retorica, vorrei risponderti lo stesso. Secondo me, detta senza mezze misure, no. Forse è un po’ come quando ti fai lo smartphone e non puoi più immaginare la tua vita senza – passami il tu, non è nulla di personale.
    Che poi, tu lo smartphone ce l’hai? E se ce l’hai, potresti tornare al vecchio telefonino?
    Io credo che a volte mi peserebbe, ecco.

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    1. Sembrerò incoerente (lo sono), ma ricevere like non mi dispiace affatto. I like hanno anche un peso diverso nonostante l’apparente valore unico: non è la stessa cosa un like di scambio o un like da parte di una persona che ti apprezza e cha magari apprezzi a tua volta. La mia perplessità è su una possibile involuzione del linguaggio e delle capacità espressive di cui mi sembra di vedere delle tracce. E’ anche vero però che ogni novità, da sempre, suscita perplessità spesso infondate e che per ogni problema si presenta anche un’opportunità. Mettere in mano una macchina fotografica che fa foto in automatico a tante persone senza strumenti culturali genera un flusso agghiacciante di foto brutte e tutte uguali, però è anche giusto che ognuno abbia i mezzi per esprimersi e per sperimentare. Ok, smetto di scrivere cose alla rinfusa.

      Ho uno smartphone non molto smart. Per alcune funzioni potrei tornare indietro, per altre invece avrei qualche rimpianto.

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      1. A me invece non sempre piace ricevere i Like. C’è una quantità indescrivibile di gente da cui non vorrei mai riceverne, lo dico a costo di apparire una stronza ingrata, ma è così. Tuttavia hai ragione: quando si tratta di persone che ti piacciono, allora diventa gradevole.
        Non sono cose alla rinfusa, ti ho seguito fino alla fine e nelle tue parole ho trovato molta coerenza di pensiero. Molto spesso mi sono ritrovata a chiedermi se è giusto denigrare qualcuno che si diletta in fare foto o musica o poesia senza, però, quella vena artistica che fa la vera differenza. La risposta che puntualmente mi do è “vivi e lascia vivere” e/o “pensa per te”. Ma così tutti diventiamo (e non siamo) artisti… e così, allora, si rischia di infangare la vera Arte. Ma come la si può preservare intatta se in questa società tutti possiamo diventare fotografi, o poeti, o musicisti, o ballerini?
        Attendo delucidazioni, ché qui è l’oblio, il panico.

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        1. Io non credo ci sia una vera arte e se ci fosse noi non potremmo conoscerla, come non possiamo conoscere nessuna delle Verità che forse nemmeno esistono. Mi limito a constatare che per tante persone preparate che si mettono a produrre, oggi finalmente ce ne sono tantissime impreparate che hanno altrettante chance di fare cose brutte. Insomma, una massificazione della bruttezza (che però è ampiamente relativa).

          Insomma, stiamo parlando del nulla, ma lo trovo molto piacevole.

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          1. Ti dico una cosa, sto preparando una critica spietata ad un libro il cui autore ha la prosopopea di definirsi “filosofa”. Codesta bestemmiatrice è una tale Michela Marzano e il libro in questione si intitola “L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore” – giuro, ho riportato fedelmente sia le parole che la punteggiatura. Leggendo questo libro non ho potuto fare a meno di rafforzare la mia teoria secondo cui la vera arte (del parlare, dello scrivere, del suonare, dell’esprimersi) esiste eccome. Parimenti, esiste la bruttezza travestita da retorica ampollosa, luoghi comuni e parole buttate al vento. Sono d’accordo con te quando parli di massificazione della bruttezza, ma non quando affermi che non c’è una vera arte. Non si può esser sempre d’accordo, anzi menomale, sennò mi stavo già annoiando.

            Sì, lo è. Come è bello tornare dopo parecchio tempo e trovare le persone sempre interessanti, se non di più.

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                1. Puoi approvarlo, come anche no. A me non interessa. L’importante è che ti sia giunta la segnalazione di un libro che se lo leggessi ti svolterebbe le giornate amare, o forse te le renderebbe ancora più insopportabili. Non so, dipende dal tuo carattere.
                  Ad ogni modo, ho deciso di puntare il dito sui cialtroni e di beffarmi di loro. Qualcuno dovrà pur proteggerla, ‘sta povera Arte.
                  No dai, scherzo. Torno a farmi caxxi mia.

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                  1. Più passa il tempo e meno penso di sapere dell’arte. Un sacco di cose che per me non erano arte ora lo sono, per cui dal mio punto di vista prendo atto della complessità dell’espressione umana e penso che proprio da essa emani l’arte (qualunque cosa sia).

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                    1. Varie volte mi sono imposto di terminare film che sarebbe stato semplicemente meglio abbandonare dopo 10 minuti o libri che avrei fatto bene a lanciare dalla finestra. Qualcosa deve avermi spinto verso il martirio.

                      Meglio consumarsi nel fuoco delle energie trattenute o votarci ad un’assurda fatica che rischia di annientarci?

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                    2. Capisco di cosa parli, anche io penso che quando un libro o un film non ci innescano qualcosa dentro, allora non c’è ragione alcuna di perseverare. Dunque, per dirla con le tue parole, penso sia meglio tenere accesa la fiamma delle energie trattenute. Ma stavolta il mio orgoglio di lettrice è stato ferito così nel profondo, che ho deciso di esprimere il mio parere su questa sedicente filosofa. Per fare ciò, tuttavia, devo sapere di cosa andrò a parlare.
                      The challenge is accepted.

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                    3. A volte si vuole dare fino all’ultimo una chance all’opera, ma dovremmo sapere che è una pia illusione. Un film che non ci ha rispettato nella prima ora non lo farà neanche nella seconda. Queste considerazioni penso valgano anche in altri campi meno importanti del cinema.

                      Benedico il tuo fuoco che non mancherà di ardere (in senso figurato, spero) l’autrice del terribile scritto.

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                    4. In modo molto paraculo tendo a tutelare la libertà di cazzata e anche la libertà di annoiare. Infatti di cazzate ne sparo spesso e volentieri e forse (anche se prego non sia così) un giorno sarò anche palloso.

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                    5. Non vedo come un ipotetico cazzaro possa diventare noioso…
                      – se poi per cazzate da sparare si intende altro, allora occore specificare. A me piacciono gli uomini che mi fanno ridere…

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                    6. Beh, io quoto la birra di Praga, buona ed economica. Oltretutto non so se fumi, ma nei locali è ancora consentito. E non so se ci sei mai stato, ma Praga andrebbe visitata…

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                    7. Ho dei bei ricordi di Praga legati anche alla birra, ma non sono recenti e sono ormai indistinti. Il fumo di sigaretta è un argomento così delicato che preferirei parlarne in separata sede, hai una casella di posta virtuale?

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  2. Letto che il like non ti dispiace: non esiste problema , né logica, né altro
    Volendo, possiamo toglierlo ( mi sembra)
    A presto
    Rodrigo

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    1. Non mi piace molto l’appiattimento espressivo che noto nei vari social network, non so quanto poi si rifletta nella vita reale (che è molto contaminata dalla vita finta, la quale però non per questo è vita vera). A presto!

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