Batteri

Migliaia di giorni fa la cassetta di Rosy Fucsia resistette alla traversata.
Migliaia di chilometri fa la traversata era uno stile di vita da esibire sulla macchina, come una bandiera.
Da quel tempo sono successe alcune cose, e oggi si ciondola in gruppo, in attesa del prossimo ciclo, e
dei successivi.

Nel disegno un uomo dal viso coperto stringe un’arma formata da due martelli, i manici d’ebano collegati
da una catena. Sembra difficile da colpire. Non gli importa di nessuno. Tutto lascia presagire, una volta
messo in moto, folli velocità tangenziali, turbini di metallo e danni devastanti.

Ora siamo lontani, i quaderni di scuola rinchiusi in un quadro di controllo.

Egli può, ma non vuole; lei vuole, ma non può. Sullo sfondo si muovono gli elementi. L’aria si riempie di
batteri, venerei, e una volta inalata produce la pazzia.
Come previsto, l’attimo si piega, popolandosi di figure.

Giocammo a biliardo tutta la sera; poi ti odiai; poi non ricordo. Forse arrivarono i vampiri, oppure ci
evolvemmo in libellule, o in computer, ma il passato è incerto quanto il futuro ed è tutto perfettamente normale.
Ti decomponi alla velocità dei colpi. Negli ultimi istanti cadi a pezzi. Vedo lettere del tuo nome buttate
per terra, e l’alito cattivo completa l’opera.

Credevi di sapere cosa volevi, ma non ti vedevi mentre mi disintegravo. Ogni rimedio fu disperato, inutile.
Decisi per il trapasso.
Infine decretai il perdono, perché non tornassi.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s