Cosa significhino DAVVERO queste opere, ma anche le precedenti e le successive, lo decida il lettore. C’è forse una componente di indolenza in questo articolo, ma un artista è primariamente un indolente che coglie dall’etere con ineffabile naturalezza, senza alcuno sforzo. Questo, prima di tutto, ci insegna il post-romanticismo pop sulla natura geniale dell’artista.

Secondo alcuni intellettuali, le opere d’arte non avrebbero un significato di per sé, ma solo quello che lo spettatore infonde loro nell’atto di fruirne, ricordarle o prefigurarle. Lo stesso artista non avrebbe nulla da dire sulle sue opere, e forse nulla in assoluto. L’artista sarebbe, in buona sostanza, un coglione così eccezionale da distinguersi dalla massa e tale da ispirarla. Perciò decida la massa, se si sente ispirata.
Se l’idiozia sia poi un ingrediente del genio, o se vi predisponga, questo vorrei saperlo, ma sto bene anche senza saperlo.

Ora che la didascalia è scritta, affinché tutti possano pensare di capire l’arte, non scriverò altro. Mentre manovro le macchine, infatti, non dovrei comporre articoli ma al massimo fumare Philip Morris o sbirciare video del cazzo. Tradire le aspettative della mia ex fidanzata, che è anche il mio datore di lavoro, è ciò che non vorrei più fare.

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Quando mi concedo una pausa dal fertile deboscio, a volte mi reco a fare un’escursione in montagna. La natura è padrona, l’acqua è potabile. L’aria è cristallina e di notte capita di osservare la galassia, pressoché invisibile nei centri abitati. Se in alta quota crescessero alberi da frutto, farebbero frutti più che commestibili.
Osservazioni che sembrerebbero scontate, eppure mi sembra di essere l’unico a capire come stanno le cose. Perfino i compagni di partito si girano dall’altra parte, troppo presi dai propri crucci quotidiani, dalle piccole rivalità, dai rifiuti di donne impossibili.
A volte ho l’impressione di essere circondato da pecore, che la società assomigli terribilmente a un gregge. Non posso farci niente, e mi incazzo: mai nessuno che veda a un palmo dal proprio naso, mai nessuno che abbia il coraggio di schierarsi a difesa dell’inquinamento sempre più minacciato e relegato alle basse quote.

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